Incidente Aereo in Colombia

By Published On: 30 Novembre 2016Categories: Incidenti Aerei8 Comments on Incidente Aereo in Colombia

incidente aereo colombia

In questi giorni sentiamo parlare molto del tragico incidente che ha colpito una squadra di calcio Braziliana. Tragica come tutti gli incidenti aerei, questa volta però la storia è resa ancora più drammatica dal fatto che quasi un’intera squadra di calcio ne è stata vittima.

Solamente 6 sopravvissuti su 77 passeggeri. Una terribile storia.

Come sappiamo, i primi momenti dopo l’incidente aereo sono cruciali per investigare e capire quali sono state le cause.

In questi primi giorni si sono già recuperate le scatole nere e si raccoglieranno i dati di volo.

Ricordo, per chi non abbia tanta esperienza del mondo aeronautico, che le scatole nere sono dei database che registrano i dati e le comunicazioni dell’ultima mezzora di volo prima dell’incidente.

Per conoscerle meglio leggi questo articolo: “Cosa sono le scatole nere”.

Dalle notizie che arrivano sembrerebbe che l’aereo sia rimasto senza carburante. Questo è avvenuto perchè l’aereo era al limite del suo raggio di autonomia e per di più avrebbe dovuto attendere in volo prima di atterrare (vedi l’immagine di seguito).

Le prime ipotesi

La stella arancione nell’immagine qui sotto indica il punto in cui si è perso il segnale ADS-B (Automatic Dependent Surveillance – Brodcast). Il sistema automatico di rilevazione della posizione degli aeromobili. Il punto rosso indica dove si è schiantato l’aereo e la linea tratteggiata indica la rotta che doveva seguire l’aereo per l’atterraggio.

Si ipotizza la mancanza di carburante perchè non c’era alcun incendio al momento dello schianto e non c’era carburante sparso nella zona dell’incidente.

Ora, l’aereo utilizzato era un BAE – 146. Un aereo in un uso in tutto il mondo che ha 4 motori. Un bel aereo di cui non si hanno mai avuto notizie di eccessivi problemi.

Ha un’autonomia di 1600 miglia (2963km), mentre il volo previsto era di 1605 miglia (2972km). Anche questo è uno degli indizi che porta a pensare alla mancanza di carburante.

Inoltre, i piloti hanno dichiarato un’emergenza elettrica a bordo. Questo fatto potrebbe averli spinti a rimanere in attesa prima dell’atterraggio cercando di risolvere il problema elettrico, chiaramente consumando carburante.

Anche una delle assistenti di volo sopravvissuta ha fatto una prima dichiarazione indicando che erano rimasti senza carburante.

In conclusione a questa prima analisi, come dico sempre, bisogna attendere il termine delle indagini per avere un quadro completo delle cause. Ci sono diversi fattori che portano ad un incidente ed ogni fattore è concatenato l’uno all’altro.

In passato sono accaduti altri incidenti aerei simili a questo che coinvolgevano la mancanza di carburante. Non avvengono molto spesso, ma sono accaduti.

Per conoscere meglio le cause degli incidenti aerei e capire come avvengono, ti consiglio di leggere questo articolo: Le cause degli incidenti aerei sono inimmaginabili.

A conclusione delle indagini, se verranno confermate le ipotesi iniziali, bisognerà cercare risposta ad alcune domande, quali:

  • Come mai i piloti non si sono accorti che il livello di carburante era basso?
  • Perchè hanno effettuato un volo che eccedeva l’autonomia massima?
  • Anche se avevano un problema elettrico, non era possibile effettuare comunque l’atterraggio dando come importanza prioritaria la mancanza di carburante?

Tu cosa vorresti capire meglio di questo incidente per ora?

Aggiornamento del 05/12/2016

Le autorità Boliviane hanno sospeso la licenza alla compagnia charter che trasportava la squadra di calcio Brasiliana.

La decisione è stata presa dopo che sono sorti dei dubbi sul fatto che l’aereo non ha svolto il rifornimento visto che la distanza per la destinazione era maggiore del raggio di autonomia dell’aereo.

Il capo dell’aviazione Colombiana, Alfredo Bocanegra, avendo visitato il luogo dove è accaduto l’incidente, ha dichiarato: “Avendo ispezionato i resti dell’aereo, possiamo affermare chiaramente che l’aereo non aveva carburante al momento dell’incidente”.

Come descritto in un articolo precedente sul calcolo del carburante necessario per effettuare un volo, l’aereo avrebbe dovuto avere 30 minuti di autonomia di riserva una volta a destinazione.

In altri voli precedenti, effettuati sempre tra la città di Santa Cruz e Medellin, i piloti avevano effettuato una fermata intermedia all’aeroporto di Cobija. Come è stato verificato anche utilizzando Flightradar24, il 22 Agosto ed il 25 Agosto scorsi, l’aereo si è fermato a Cobija per rifornimento, ma questa volta no.

La domanda a questo punto è: “Perchè i piloti hanno deciso di non fermarsi e di proseguire direttamente per Medellin sapendo che la distanza era maggiore del raggio di autonomia dell’aereo?”.

Quello che è accaduto è che la squadra doveva inizialmente volare da Sao Paolo a Cobija e poi proseguire per Medellin, ma per problemi regolatori (di cui non sono al corrente), la squadra ha effettuato un volo regolare da Sao Paolo a Santa Cruz.

Questo cambio ha ritardato il volo per Medellin e l’aeroporto di Cobija è chiuso nelle ore notturne non permettendo all’aereo di effettuare l’atterraggio per il rifornimento. La descrizioni di questi fatti è parte della dichiarazione del direttore generale della compagnia aerea.

Sorge di nuovo la stessa domanda: “Perchè i piloti hanno accettato sapendo che non potevano arrivare a destinazione?”.

Non voglio credere che sia andata così, non voglio credere che i piloti, consapevoli della sorte che il volo poteva avere, hanno deciso comunque di decollare.

Anche se fosse così, non sono molto sorpreso. È già accaduto in passato. Nell’articolo sulle condizioni meteo come causa di incidenti aerei, il volo Air Ontario è decollato anche se il comandante era consapevole del fatto che non era possibile volare. Lo ha fatto perchè era stato ordinato e obbligato dai dirigenti della compagnia aerea.

Forse è accaduto di nuovo?? Un altro caso di piloti obbligati a volare per non perdere soldi ed evitare di avere clienti (famosi) non soddisfatti e generare cattiva pubblicità??

Non voglio credere che sia così.

Aggiornamento del 08/12/2016

Sono stati arrestati dei funzionari della compagnia aerea LaMia tra cui il diretto Gustavo Vargas già ricercato per diserzione. Assieme a lui sono stati arrestati anche due dirigenti.

Il direttore era stato pilota di alcuni presidenti boliviani tra cui Evo Morales.

Si è scoperto che anche uno dei piloti stava affrontando un procedimento disciplinare davanti alla giustizia militare per aver disertato l’aeronautica del suo Paese.

Indizi hanno portato a scoprire che c’erano delle influenze per l’ottenimento dei permessi di volo da parte della compagnia aerea. La giustizia boliviana ha chiesto l’arresto di Celia Castanedo Monasterio, la funzionaria che ha autorizzato il piano di volo nonostante sapesse che il carburante non sarebbe stato sufficiente.

La donna si è rifugiata in Brasile.

Una faccenda veramente vergognosa che non ha precedenti nella storia dell’aviazione. Abbiamo raggiunto un punto di non ritorno con la stupidità e l’egoismo dell’essere umano.

Non esiste incidente aereo che abbia avuto come causa l’avidità di un gruppo di persone. Ci sono stati dei casi in cui i dirigenti hanno fatto delle insistenze, ma qui c’è qualcosa di molto più grande. Ed è vergognoso.

I miei manuali scaricabili

Condividi sul tuo Social Preferito!

8 commenti

  1. Tiziano 30 Novembre 2016 at 21:53 - Reply

    Io ho volato sia come pilota (privato) e sia come passeggero. Voli a corto, medio e lungo raggio e posso dire che una cosa molto simile, ma con risultati per fortuna positivi è successo anche a me. Ero passeggero di un volo di linea tra Vienna e Venezia Marco Polo, quando circa a metà volo sento che stiamo scendendo, ed anche molto velocemente, atterrando in un aeroporto che in quel momento sconosciuto a me, per poi fermarsi a bordo pista. L’aereo era tenuto completamente al buio. Tra noi passeggeri c’era un po’ di sconcertazzione ed abbiamo chiesto all’assistente di volo come mai eravamo atterrati, ma non abbiamo ricevuto nessuna risposta. La risposta però è arrivata in modo molto eloquente da sola, si è presentato un camion cisterna a farci il pieno di carburante. Eravamo a Klagenfurt.
    Era ovvio che per aver azzardato una cosa del genere il pilota ha valutato che certamente non saremmo mai arrivati a Venezia con il carburante imbarcato a Vienna. Non ho mai ricevuto una spiegazione ufficiale da parte della linea aerea.
    Il fattore umano certamente c’entra in queste cose, ma ne l’aviazione ci sono talmente tanti controlli che sembra quasi impossibile che queste cose possano succedere. Daniele come tu ben sai ci sono tre tipi di errore umano, Quello più grave è quando si è consapevoli, ma per negligenza l’atto passa attraverso tutte le maglie di controllo.

    • Daniele 2 Dicembre 2016 at 16:16 - Reply

      Quando un errore viene compiuto con consapevolezza si chiama ‘violation’, violazione. La caratteristica è che chi compie l’errore ha deciso di compierlo pur conoscendo la regola. In certi casi l’errore invece è causato dalla mancanza di conoscenza di un dato compito da effettuare, in altri casi avvengono perchè non si sa qual’è la regola corretta da applicare in una data situazione. Tutti i casi fanno parte della classifica degli errori umani.

  2. guido caronti 30 Novembre 2016 at 18:09 - Reply

    Carissimo Daniele,
    come sempre, molto esaustivo nei suoi commenti. Mi permetterei di aggiungere, che, purtroppo, nel caso di incidenti aerei, in genere, la causa, è una sola: l’uomo. Colui che ha progettato macchine praticamente perfette, si rende protagonista, suo malgrado, di renderle vulnerabili, causando disastri. Possiedo praticamente tutta la raccolta dei documentari di National Geogtaphic, intitolata INDAGINI AD ALTA QUOTA. Ebbene, analizzando 100 incidenti aerei, 99 di questi sono assolutamente imputabili all’essere umano, in una catena di eventi e coincidenze, disastrose. Si va dalle distrazioni fatali dei controllori di volo, a quelle dei tecnici della mauntenzione, e, non da ultimo, agli errori dei piloti. La ringrazio sempre per i preziosi articoli di questo blog. La prego di continuare così.

    Guido Caronti

    • Daniele 30 Novembre 2016 at 19:15 - Reply

      Grazie Guido per i suoi complimenti e per il dettaglio del suo commento. Per risponderle. Mi perdoni i dettagli tecnici… Negli incidenti aerei è inevitabile la presenza e influenza dell’uomo. Sono d’accordo per tanto che nei disastri aerei la variabile “uomo” è quella che per la maggiore ha un impatto negativo. Se potessimo (e ci stiamo riuscendo), eliminare l’essere umano dal sistema aviazione, probabilmente avremmo un sistema perfetto, ma per ora non è ancora possibile. Ciò non toglie che non possiamo dare solo la colpa al fattore umano. Questa è la definizione corretta (mi permetto di fare una precisazione tecnica): quando parliamo di essere umano in aviazione parliamo di Fattore Umano (HF-Human Factor), scienza che coinvolge tutto quello che lei ha descritto nel suo commento ed è un argomento a me molto caro che ho trattato spesso nel blog e continuerò a fare. Ha correttamente descritto due aspetti dal fattore umano: la macchina e l’uomo, il terzo elemento è l’ambiente. L’interazione uomo, macchina, ambiente determina il successo o meno di un volo ed in generale di tutto il sistema aviazione. Negli incidenti aerei che lei ha seguito in tv, noterà che questi 3 elementi sono sempre presenti ed in interazione tra loro (condizioni meteo, aspetti tecnici dell’aereo o della gestione della manutenzione, la formazione dei tecnici o dei piloti, ecc.). L’errore umano è solamente una parte di queste interazione, ed è squisitamente legato all’uomo (entriamo nel campo della psicologia cognitiva). Non mi allungo ancora. Grazie per l’input. Saluti. Daniele

      • guido caronti 30 Novembre 2016 at 19:52

        Grazie per le ulteriori delucidazioni.

        Sicuramente la mia preparazione, non è paragonabile alla sua, per la quale, sicuramente ha studiato e, sono sicuro, è in possesso di una laurea. Mi deve scusare, ma spesso, mi lascio portare un po’ dall’emotività, tralasciando molti aspetti che, anche questa volta mi ha chiarito.

        La ringrazio e la saluto cordialmente. Guido

      • Daniele 1 Dicembre 2016 at 06:12

        Mi rendo conto di essere stato un po’ tecnico e forse sono entrato troppo in dettaglio. Solo per chiarezza d’informazione. Spero sia comprensibile quanto spiegato. Un saluto!

      • guido caronti 1 Dicembre 2016 at 23:30

        Non si preoccupi Daniele,
        lei è sempre molto chiaro. Ora, se ha un attimo di pazienza (e con me ne deve avere molta), volevo dirle che le ho inviato una mail ma, purtroppo, non è andata a buon fine per due volte. Non so perchè. Allora, sfrutto questo spazio per chiederle nuovamente dei chiarimenti anche se non si attengono all’articolo sull’incidente in Colombia. Ebbene, sono in possesso di un interessantissimo filmato di circa 15 minuti, tratto dal sito Pilot’s View, nel quale è possibile seguire l’avvicinamento finale e l’atterraggio di un Airbus A380 di Lufthansa, all’aeroporto di San Francisco. Oggi sappiamo che con gli straordinari progressi della tecnologia, mi corregga se sbaglio, è possibile far atterrare un “bestione” del genere, in maniera totalmente automatica. Vengo al punto: mi sembra di capire, del filmato, che ad un certo punto, una volta che l’aereo si trova perfettamente allineato con la pista, il comandante, disinserisca il pilota automatico e conduca manualmente l’ Airbus sino all’atterraggio. La mia domanda è; si tratta di una prassi normale, cioè che si preferisca pilotare manualmente l’aeromobile nel tratto finale, oppure molti piloti si affidano completamente alla macchina?
        Grazie ancora e buon proseguimento in terra Indiana.

        Guido

      • Daniele 2 Dicembre 2016 at 16:09

        Può scrivere quando vuole. Verificherò quali problemi ci sono con l’invio delle mail. Può anche scrivere direttamente a info[at]aviationcoaching.com. Sostituisca [at] con @. Per risponderle. Si, molti piloti seguono questa prassi di disattivare il pilota automatico negli ultimi momenti prima di toccare terra. Fare un autolanding con pilota automatico toglie carico di lavoro ai piloti che possono configurare l’aereo per l’atterraggio e seguire la check-list. Se la visibilità è molto bassa probabilmente faranno l’intero atterraggio con pilota automatico inserito, fino a toccare terra. Se la visibilità è buona quasi sempre viene disinserito. Questo però sta portando ad un nuovo problema, ovvero, visto che il pilota automatico viene inserito subito dopo il decollo e disattivato poco prima dell’atterraggio, porta i piloti ad avere per pochissimo tempo la mano sulla cloche e questo toglie “manualità” ai piloti, manualità che diventa molto utile in caso di atterraggio con forte vento. Spero di aver risposto. Un saluto. Daniele.

Leave A Comment