Gli Archetipi Della Nostra Vita
Secondo la definizione tradizionale, gli archetipi sono le forme primarie che governano la psiche. E’ volutamente legato all’arte, alla cultura e la storia della società. Gli archetipi si manifestano anche nelle modalità fisica, sociale, linguistica, estetica e spirituale.
Possiamo considerare la psicologia archetipica come un movimento culturale che ha, tra gli altri, il compito di giungere a una ‛revisione’ della psicologia, della psicopatologia e della psicoterapia.
Il dato da cui la psicologia archetipica prende le mosse è l’immagine – ‟l’immagine è psiche” (Jung). Prendiamo in considerazione il sogno per comprendere meglio il concetto di immagine. È proprio nel sogno, infatti, che il sognatore stesso agisce come un’immagine tra le altre, e anzi, come si può dimostrare, nel sogno è il sognatore che è nell’immagine e non l’immagine nel sognatore. Le immagini non significano niente, esse sono la psiche stessa nella sua visibilità immaginativa.
“la terapia non è solo qualcosa che gli analisti fanno ai pazienti, ma anche un processo che si svolge in modo intermittente nella nostra individuale esplorazione dell’anima, negli sforzi per capire le nostre complessità… nella misura in cui siamo impegnati a fare anima, siamo tutti, ininterrottamente, in terapia.” (Hillman).
L’individuo e il mondo, con problemi che sono in primo luogo del mondo. La singola persona riesce forse ad attutire, se non a eliminare, i suoi problemi personali interessandosi del mondo in cui vive, guardando fuori di sé.
L’uomo però non deve subire i problemi del mondo, assumendoli dentro di sé come irreparabili, ma deve partecipare alla loro soluzione aprendosi all’esterno, uscendo da sé, mettendosi in relazione con gli altri.
in psicologia archetipica si curano le idee: “Si cerca di fare in modo che il paziente sia meno narcisista, cominci a guardare fuori di sé, non solo dentro di sé, rendendosi conto che è malato anche il mondo con corruzione, malgoverno, inquinamento, e che quindi va salvato il mondo per salvare se stessi”.
Un caso clinico di guarigione attraverso il mito portato ad esempio da Hillman: “Un padre e un figlio. Al padre piacerebbe aiutare il figlio, ma ogni volta che il figlio fa un passo nel mondo il padre ci trova qualcosa di sbagliato. È più forte di lui. Ora, se si è al corrente del mito di Crono e si sa che il padre divorerà comunque e sempre suo figlio, il padre è in grado di pensare e dire al figlio: ‘Sai, mi comporterò sempre così con te, proprio come tu vorrai sempre uccidermi, come Zeus ha ucciso Crono. Tu cercherai di uccidermi e io cercherò di divorarti e questo è un dato di fatto nelle nostre vite. Ora, vediamo che cosa possiamo farci’. Così, anziché combattersi l’un l’altro, i due diventano solidali nel mito.



